Cosa posso bruciare nella stufa a legna

I segreti di una buona legna da ardere

La stufa a legna nonostante i nuovi ed innovativi sistemi di riscaldamento, continua ad essere quella maggiormente apprezzata dalle famiglie italiane.
Infatti sono in molti a sceglierla per svariati motivi: massima sicurezza, massima comodità, basse emissioni di CO2 quindi non inquina, alta resa di calore.
Attenzione a quest’ultimo aspetto: per ottenere un’elevata resa termica bisogna alimentare la stufa con un combustibile idoneo altrimenti non si otterranno i risultati sperati.

Purtroppo uno degli errori più comuni che molte persone commettono è quello di utilizzare il proprio riscaldamento a legna come un inceneritore di rifiuti, ma in realtà questo non è corretto perchè la stufa rischia di essere seriamente compromessa.
Infatti la combustione di rifiuti non eseguiti a regola d’arte provoca l’inquinamento del suolo e, al contempo, l’emissione di sostanze nocive nell’aria.
Quindi cosa bisogna fare in tal senso?

Nelle stufe a legna a carica manuale è necessario bruciare la legna in pezzi allo stato naturale. Per l’accensione invece è possibile utilizzare della carta. Solamente la cenere può essere nuovamente riutilizzata come fertilizzante per il giardino.

Cosa non bruciare?

Per garantire un corretto funzionamento della stufa a legna è fondamentale attenersi alle seguenti regole:

  • non bruciare cartoni, carte o cartoni del latte
  • non utilizzare legno usato ricavato a sua volta da rinnovamenti di edifici, risanamenti, etc..
  • evitare scarti di legno trattati

Per riscaldare dunque, l’ambiente in maniera ottimale è necessario scegliere solamente legna di alta qualità.

Il riscaldamento a legna è particolarmente sostenibile dal punto di vista ambientale per diverse ragioni:

  • usare legna locale permette di mantenere puliti i boschi e non solo, ma non crea disboscamento
  • la legna da ardere, se acquistata nelle zone locali, possiede pochissime percentuali di energia occulta

Ecco le caratteristiche di una buona legna

  • la legna deve essere ben stagionata prima di essere introdotta nella stufa.
  • non tutte le specie di legno sono reperibili in zona. Il tipo di legno che sarà possibile bruciare dipenderà in primo luogo dalla specie che cresce nelle proprie zone.
  • la legna può essere bruciata quando raggiunge il 15% di umidità

Bruciare nella stufa legna non idonea, oltre a non apportare benefici in termini di resa termica, può creare dei residui all’interno della canna fumaria e causare perfino un incendio.

Porre particolare attenzione anche alla legna appena tagliata. Infatti può contenere fino al 75% di umidità. Quindi consigliamo di stagionare sempre la legna. Più sarà asciutta e migliore sarà la resa termica. Per una buona combustione è utile lasciarla stagionare per almeno 18-24 mesi.

Erroneamente a quanti molti pensano, non basta avere una stufa  a legna di qualità per riscaldare la propria casa, ma occorre acquistare la giusta legna.

Per ottenere un buon rendimento termico ecco qui di seguito i principali tipi di legna da acquistare:

  • faggio
  • carpino bianco: possiede un altissimo potere calorifero
  • betulla
  • frassino comune
  • acero rosso
  • quercia

Sono da evitare invece:

  • il ciliegio: ha un basso potere calorifero
  • pioppo: brucia velocemente e oltretutto ha un basso potere calorico
  • noce: possiede un medio potere calorico

 

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